giovedì, 18 aprile 2013, 15:21

Google presenta CAMP, il suo nuovo antivirus

chromecampDopo tanto lavoro Google finalmente può presentare il suo nuovo software antivirus, entrando nel mercato della sicurezza informatica. Si chiama CAMP, acronimo di Content-Agnostic Malware Protection, e a quanto promesso, dovrebbe garantire l’eliminazione della quasi totalità dei pericoli che arrivano dalla rete. È una novità assoluta rispetto al passato che metterà in crisi quelle aziende che si sono occupate di sicurezza su web. Si tratta di un’estensione del browser Chrome che scansionerà tutti i file eseguiti e scaricati nella navigazione. Ecco come viene spiegato da Google stesso la procedura del programma: “Google scarica sul browser un elenco di informazioni relative ai siti che potrebbero contenere software dannoso o attuare phishing. Se l’URL del sito visualizzato corrisponde a una voce dell’elenco, il browser contatta i server di Google per avere maggiori informazioni e prendere una decisione. Se il computer stabilisce poi che stai visitando un sito rischioso potrebbe avvisarti“.

Google ha infatti dalla sua parte un database sconfinato su indirizzi pericolosi ottenuto grazie all’attività che ogni giorno svolge monitorando la rete. Un potenziale enorme costituito da circa 200 milioni di utenti unici e decine di milioni di “studi di reputazione”.

Secondo i test che sono stati eseguiti fino ad ora CAMP sarebbe in gradi di fermare il 70% delle minacce senza ricorrere a risorse online, con Google l’efficacia arriva al 99%.

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categoria:  Tecnologia e dintorni
mercoledì, 17 aprile 2013, 15:14

L’importanza dei social media nell’attentato di Boston

attentato maratona bostonLa tragedia della bomba a Boston durante la maratona ha riportato all’attenzione il ruolo fondamentale che la rete possiede, con la sua capillarità e velocità, in occasioni del genere.

Quando, subito dopo l’attentato, la rete cellulare è stata praticamente intasata e non era più possibile riuscire a fare una telefonata i social media sono stati essenziali nel dare notizie dell’ultimo minuto, tanto da essere usati anche da polizia e giornali.

È facile stigmatizzare i social network per la loro superficialità e la loro vacuità di contenuti, ma a volte dimentichiamo che sono solo mezzi e che come tali il giudizio su di essi dovrebbe essere meno generalizzato e più rivolto a chi li usa e come li usa. Quello di Boston è l’ennesimo, seppur triste, esempio di quando i social hanno un ruolo più serio ed importante per la comunità, di quando vengono fuori i loro lati positivi.

Dopo lo scoppio della bomba su Twitter l’hashtag #BostonMarathon era già in cima al trend di quelli più usati. I media tradizionali non hanno potuto competere con la velocità e la varietà degli aggiornamenti sui social network.

Anche Google ha dato il suo contributo con un servizio già disponibile da qualche tempo: il Personal Finder. Era già stato usato in occasione del terremo in Giappone, perché consente a coloro che hanno informazioni importanti su certe persone di inserirle in un database e a chi invece è alla ricerca di notizie sui propri cari di reperirle. Per la tragedia di Boston potete trovare una sezione dedicata proprio alla maratona a questo link.

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categoria:  Comunicazione online
martedì, 16 aprile 2013, 11:32

La sindrome da astinenza da social network trova fondamento in uno studio inglese

dipendenza social networkIn molti lo avevano già ipotizzato osservando le persone e osservandosi, adesso uno studio della Winchester University  ha portato dei risultati che confermano l’esistenza di una nuova sindrome, figlia della rivoluzione digitale dei nostri tempi. Si tratta dell’astinenza da social network.

La ricerca ha analizzato il comportamento di un gruppo di soggetti che si sono autodefiniti come “dipendenti da Facebook” e un altro gruppo che invece ha detto di avere una dipendenza da Twitter. Ma vediamo le dichiarazioni di alcuni dei soggetti dell’esperimento ai quali era stato impedito di accedere ai social network . C’è chi ha sostenuto: “Buona parte della mia vita  è organizzata via Facebook. Non ho comunicato con la mia famiglia per una settimana intera” e altri che hanno detto: “Mi sono sentito solo e tagliato fuori dal mondo. Le mie dita sembrano essere programmate per cercare l’applicazione ogni volta che prendo il telefono”.

Il professore a capo della ricerca su questa sindrome, dottor David Giles, ha rassicurato in merito ai risultati ottenuti e a questo nuovo male del secolo. Secondo lo studioso infatti, a differenza di quanto si possa pensare, “questa dipendenza dai social media non sta corrodendo la vita delle persone; quello che la maggior parte di questi cosiddetti ‘dipendenti’ sta facendo online è profondamente sociale”. Questo ovviamente non vuol dire che i social network debbano essere utilizzati in modo ossessivo. L’equilibrio e la moderazione sono essenziali, anche perché i sintomi dell’astinenza, anche se da social network, non sono certo positivi.
Lo studio è molto interessante perché ha agito anche su un altro versante, imponendo l’uso dei social network ad un altro gruppo di utenti che invece non aveva mai usato questo tipo di siti.  I risultati, dopo un mese di utilizzo “forzato” sono stati positivi, con commenti entusiastici: “Ho pensato che avrei trovato l’uso di Facebook ogni giorno noioso e inutile ma mi sto divertendo abbastanza. In realtà, sto vedendo i miei amici anche di più adesso”.

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categoria:  Curiosità dal web
lunedì, 15 aprile 2013, 11:12

Digital food days: quando gli amanti del cibo sono social

SDigital Food Days  i svolgerà dal prossimo 11 al 19 Maggio a Torino il Digital Food days, evento dedicato a coloro che hanno amore e soprattutto passione per il cibo, ma non solo. L’evento si rivolge e chi ha fatto dell’amore per il cibo un hobby a cui dedicarsi anima e corpo, un modo per organizzare eventi e dibattiti attorno al tema, un argomento di discussione sui social media.

Ed è questa infatti la peculiarità di queste iniziative, ovvero il legame ormai sempre più stretto tra social media e cibo. Non solo foto di piatti cucinati ad arte, ma anche e soprattutto eventi: cene, pranzi, degustazioni, ricette.

Sembra sempre più il protagonista indiscusso il cibo e il mangiar bene, non solo della tv, ma anche della Rete. Da questi presupposti il Digital food days, evento che si colloca nell’ambito del Digital Festival, a Torino dal 3 al 20 maggio, occasione unica per chi ama, vive e lavora a contatto con la Rete.

Quella dei Digital food days sarà un’ottima occasione per affrontare il tema del cibo in rete e permetterà i partecipanti di prendere parte ad una cena-evento in cui si incontreranno i foodies, come vengono chiamati in rete gli amanti del cibo per provare ad incontrarsi, parlare di cibo, buon mangiare e Rete e valutare ovviamente stando a tavola, come i due mondi non solo si incontrano ma possono dar vita a nuovi progetti, dibattiti, occasioni di confronto.

Nel corso dei Digital Food days, in collaborazione con Gnammo, il social degli amanti del cibo, si va alla ricerca di Cuochi, di host ovvero ospiti disposti a fornire una location (casa o locale pubblico), foodblogger, ovvero blogger che raccontano il cibo e potranno raccontare anche l’evento e ovviamente esperti di social media. Tutti i protagonisti parteciperanno ad una cena evento, realizzata in città e location diverse con cui appunto dar vita a dibattiti, progetti, eventi  relativi al cibo e al mangiar bene. Per partecipare bisogna iscriversi e l’occasione di unire il web al cibo si fa concreta e porterà sicuramente nuove evoluzioni. Non resta quindi che partecipare e….buon divertimento!

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categoria:  Curiosità dal web
venerdì, 12 aprile 2013, 12:12

Register.it presenta il nuovo ciclo di webinar gratuiti sui Server Dedicati

server dedicati webinarGrazie all’azienda fiorentina specializzata in Domain & Hosting proseguono gli webinar per fare formazione gratuita su temi legati alla rete. Stavolta l’incontro su web è rivolto a coloro che  vogliono migliorare il proprio business sul web investendo sui Server Dedicati. L’e-businness è un tema molto richiesto ultimamente e Register.it offre un’occasione che, di questi tempi, è merce rara. Partecipare a delle lezioni tenute da esperti del settore con la possibilità di fare domande è un’opportunità irrinunciabile per web agency e freelance con un numero molto elevato di clienti. La scelta di acquistare una macchina dedicata piuttosto che avere tanti server per gestire lavori di diversi clienti è da considerare alla luce di aspetti che magari ancora non sono da tutti conosciuti. Quale migliore occasione allora di uno webinar dove verranno spiegati nel dettaglio caratteristiche e funzionamento di questi server?

Vi diamo intanto i dati relativi al corso online e come poter partecipare. Il primo corso online sui Server Dedicati si terrà martedì 16 Aprile 2013 dalle 15:00 alle 16:00  e per potersi registrare basta collegarsi al questo link dove troverete tutte le informazioni su come procedere. Gli argomenti di questa prima lezione saranno nel dettaglio:

- Strategie di business per un prodotto tecnicamente evoluto

- Configurazioni e possibili scenari di utilizzo del server

- Gestione risorse e Plesk

I relatori stavolta saranno Marco Gori e Francesco Magnano, il primo Product Manager e il secondo Country Manager di Dada. Ancora una volta, come nei precedenti incontri, l’esperienza e la professionalità di esperti del settore, maturata in tanti anni di lavoro sul campo, verranno messi a disposizione di tutti i clienti di Register.it, ma anche di coloro che desiderano solo conoscere il prodotto in questione per valutare un acquisto futuro.

Vi anticipiamo alcune delle considerazioni che non mancheranno al webinar con le parole di Marco Gori che di recente è stato intervistato proprio sulla nuova linea di Sever Dedicati di Register.it:

La nuova gamma di Server dedicati è stata confezionata sulle esigenze del nostro miglior cliente, il professionista che vuole sviluppare un business scalabile basato sulle nostre piattaforme. Sia l’hardware, configurabile in tutti i suoi componenti, che il software, scalabile in risorse e licenze, sono stati pensati per minimizzare lo spreco e massimizzare l’economia di scala. Tutta la serie garantisce con la qualità Dell e le performance dei processori Intel. Tutti i prodotti possono essere largamente configurabili in dimensioni e hardware, tipologia di hard disk, RAID etc. Tutti i server sono mantenuti e amministrati con cura e professionalità dal nostro staff 24/7 in UK, dove i minori costi di banda ed energia ci consentono di ridurre il prezzo senza mai risparmiare sul servizio.”

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categoria:  Comunicazione online
giovedì, 11 aprile 2013, 11:54

Stati d’animo e attività varie sugli status di Facebook in USA

status facebookCi sono grandi novità su Facebook dal lato degli status per gli utenti americani. Da stamattina infatti è possibile la condivisione di molte più informazioni personali rispetto a prima. Si era già parlato dell’intenzione di Mark Zuckerberg di introdurre stati d’animo e attività varie agli aggiornamenti di stato ed ora, finalmente sono diventate realtà.  Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.  In pratica sono stati aggiunti nuovi campi allo status del profilo così da far sapere ai vostri amici e ai vostri contatti come vi sentite oppure quale film state guardando, quale libro è in lettura e quale musica state ascoltando, cosa mangiate o bevete in quel momento. Qualcuno magari lo faceva già con l’aiuto di applicazioni esterne, ma adesso sarà possibile direttamente senza bisogno di scaricare componenti aggiuntivi. Si tratterà di selezionare una delle scelte che vi darà Facebook: ad esempio per gli stati d’animo felice, triste, stanco ecc. Potrete dire che state guardando l’ultima puntata della serie tv Dexter e taggare gli amici che sono con voi durante la visione.

Insomma quelle che sono state lanciate sono feature che non rivoluzionano il funzionamento del social network, ma che comunque sono utili anche solo per dare l’idea agli utenti di un servizio che cresce e che continua a fornire nuove prospettive e piccoli cambiamenti. Dal lato della privacy non ci sono invece novità, perché, come in passato, si ha la possibilità di filtrare tutti gli status per utente.

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categoria:  Tecnologia e dintorni
mercoledì, 10 aprile 2013, 11:40

Messaggi a pagamento per scrivere ai vip su Facebook

messaggi vipNon è la prima volta che se ne sente parlare, ma da dicembre la nuova feature di Facebook ha passato la fase di test in molti paesi ed è quindi pronta per essere lanciata ufficialmente. Di cosa si tratta? Mark Zuckerberg, o qualcuno dei suoi collaboratori, ha trovato un altro modo per monetizzare grazie al social network: far pagare per poter inviare messaggi agli utenti vip.

Nel mese di dicembre la nuova funzione è stata sperimentata negli Stati Uniti, dopodiché i testi sono partiti anche nel Regno Unito e altri 35 paesi del mondo. I messaggi a pagamento potranno essere inviati ai contatti che sono tra i nostri amici tra i personaggi famosi, i vip, scrittori e campioni dello sport.

La novità è stata annunciata con lo scopo di combattere lo stalking e lo spam: in questo modo verrebbe infatti messo un freno e verrebbero selezionati solo i messaggi di coloro che sono davvero interessati a scrivere ad un personaggio importante. Ovvio che si tratti anche di un sistema per portare soldi sfruttando il gran numero di utenti Vip che sono su Facebook.

Ma quanto costerà scrivere ad un personaggio dello star system? Il prezzo non sarà fisso, ma dipenderà dalla fama del della persona con la quale ci si vorrà mettere in contatto. La popolarità verrà calcolata da Facebook tenendo conto di alcuni parametri come numero di amici, fama giudizi ecc. Per questo motivo sarà possibile che un messaggio costi anche 100 dollari, mentre un altro con pochi euro si può inviare. Ad esempio per messaggiare con il rapper Snoop Dogg o lo scrittore e premio nobel Salman Rushdie i costi non superino i 15 dollari. Facebook su questo tema specifico ha dichiarato:

 “Stiamo sperimentando diversi tipi di tariffe nel Regno Unito e in altri Paesi per stabilire la cifra ottimale. Gli importi saranno più elevati per i personaggi pubblici, in base al numero di seguaci che hanno. Questo è ancora un test e questi prezzi non sono scolpiti nella pietra”.

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categoria:  Tecnologia e dintorni
martedì, 9 aprile 2013, 11:18

Sai cos’è, l’enciclopedia autorevole in ebook

sai cos'è ebookWikipedia rappresenta una risorsa insostituibile, un sito che in pochi secondi ci dice tutto (o quasi) di gran parte dello scibile umano. Parla di cose e situazioni nobili e ti altre più leggere, di storia e letteratura, ma anche di gossip ed in questo sta il suo grande valore. Certo in quanto progetto collettivo e “libero” manca di quell’autorevolezza che solo una enciclopedia storica può avere, ma noi crediamo che le cose possano andare di pari passo e siano, almeno in parte, complementari. Ma c’è invece chi vuole sfidare Wikipedia proprio sull’aspetto nella quale è più carente, appunto l’autorevolezza. Si tratta di un progetto firmato Bruno Mondadori editore specializzato in testi universitari, saggi e libri per studiosi. L’idea è quella di un’enciclopedia della cultura contemporanea in versione ebook che si chiamerà  molto semplicemente Sai cos’è? e che parte proprio oggi 9 aprile. I punti di forza di questa enciclopedia, oltre alla credibilità, saranno: serialità, brevità, prezzo, attualità. Il progetto sarò diviso in cento ebook, ognuno dedicato a un concetto o un fenomeno che diventeranno le voci dell’enciclopedia. Gli ebook usciranno a gruppi durante i prossimi mesi a soli 1,99 euro. Si comincerò con questi titoli: IdentitàNon profitFelicitàNativi digitaliDecrescita ed Elezioni. 

L’enciclopedia di ebook  non sono stati creati per un tipo di studio troppo approfondito, ma per una fruizione veloce sul computer, sul tablet o e-reader. Non andranno oltre i 50mila caratteri, per cui l’argomento verrà introdotto e riassunto per un approfondimento successivo. Servono quindi per le definizioni, per brevi storie, per la bibliografia e sitografia con dati e tabelle per una buona infarinatura iniziale.

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categoria:  Tecnologia e dintorni
lunedì, 8 aprile 2013, 11:24

Facebook Home uscirà il 12 aprile

È stata presentata la settimana scorsa in pompa magna a Menlo Park quella che in molti chiamano per comodità “applicazione”, ma che in realtà è un ibrido che si pone tra un sistema operativo, un’interfaccia e una app.  Facebook Home è ufficialmente un launcher a tre dimensioni, un software che non si sostituisce al sistema operativo ma che prende possesso della schermata principale dello smartphone diventando la lavagna del nostro newsfeed, per questo motivo chiamata Cover Feed. Questa piccola rivoluzione uscirà il 12 aprile e sta facendo molto parlare di sé dopo l’evento con il quale Mark Zuckerberg l’ha presentata.

Gli ultimi minuti della presentazione sono stati dedicati dal CEO di Facebook al fantomatico Facebook Phone, l’HTC First, senza parlare di dettagli tecnici ma limitandosi al fatto che sarà disponibile in 4 colori, avrà Facebook Home già istallato e connettività LTE. Anche lo smartphone uscirà il 12 di questo mese negli USA ed è possibile preordinarlo a questo link, un servizio non ancora attivo in Italia purtroppo. Il prezzo sarà davvero basso, solo 99,99 dollari il che apre molte porte in merito alla clientela oltre che molte polemiche tra i competitor.

Ma vediamo meglio il funzionamento di Facebook Home: dalla schermata principale vedremo aggiornarsi e scorrere notizie e foto degli amici in tempo reale in modo tale che per interagire con il nostro “mi piace” non sarà più necessario aprire lì’applicazione di Facebook. Anche quando il telefono è bloccato il Cover  Feed sarà aggiornato e per entrare subito nella Timeline del social network basterà sbloccare lo smartphone. Lo stesso discorso varrà per la chat: sarà possibile scrivere e interagire con i nostri contatti anche quando altre app saranno aperte.

Dal 12 aprile  Facebook Home sarà disponibile solo con HTC One, HTC One X, Samsung Galaxy S III, Galaxy S4 e Galaxy Note II in seguito probabilmente dovrebbe essere integrato con altri device e tablet.

Potete vedere qui sotto il video promozionale del nuovo servizio:

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categoria:  Tecnologia e dintorni
venerdì, 5 aprile 2013, 12:44

Il profilattico del nuovo millennio? Un milione di dollari a chi lo inventa

preservativoVi serve un milione di dollari? Fatevi venire un’idea su come potrebbe essere il profilattico del nuovo millennio. L’argomento può sembrare pruriginoso ma in realtà è serissimo perché ha come fine la profilassi. Bill Gates ha deciso infatti di aprire un fondo che parte da 100 mila dollari e arriva a un milione per destinarlo a coloro che riusciranno a inventare un nuovo concetto di profilattico, completamente diverso dal precedente. Sul bando di concorso si legge che i soldi verranno assegnati a chi riuscirà a progettare la “prossima generazione di preservativi“. Per vincere i fondi però è necessario che le idee non siano quelle di prodotti già in commercio, oppure essere solo frutto di teorie e ricerche sociali.

La Bill & Melinda Gates Foundation ha già 13 anni alle spalle e ha sempre avuto come scopo il miglioramento delle condizioni di salute nel mondo. È praticamente la fondazione più grande del pianeta, attiva nella lotta all’AIDS ma anche nell’educazione nel terzo mondo.

Se siete interessati a partecipare al concorso vi diamo qualche indicazione in più su come iniziare a ragionare sull’idea  Innanzitutto è importante partire da un dato di fatto molto importante, ovvero che in molti decidono di non usare il profilattico perché riduce il piacere sessuale. Il preservativo 2.0 potrebbe quindi essere un oggetto meno invasivo che  farebbe ragionare solo in termini di sicurezza. Meglio ancora sarebbe riuscire ad arrivare ad un prodotto che aumenti il piacere sessuale tanto da spingere ad usarlo. Insomma l’obiettivo è quello di portare innovazione ad una merce che praticamente non ha conosciuto cambiamenti da quando è stato creato decenni fa.

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categoria:  Comunicazione online